lunedì 21 novembre 2011
“Serata 900”
La compagnia del Teatro “Teresa Carreño"
TANGO NUDO
NOT MADE FOR FLYING
Dr. Jekyll & Mr. Hyde

LA PEGGIOR SETTIMANA DELLA MIA VITA

domenica 20 novembre 2011
JOHNNY ENGLISH

RICCARDO III
MAMMA MIA

C'ERA UNA VOLTA UN RE
ODYSSEUS
PROFUMO D'AFRICA A VILLA MEDICI

LEON CINO

I PUFFI IN 3D

Quanti della mia generazione e non sono cresciuti divertendosi con le simpatiche avventure degli “strani ometti blu, alti due mele e poco più??” Dal 16 settembre al cinema tornano I Puffi, in questa nuova versione addirittura in 3D! Per la prima volta sul grande schermo i simpatici personaggi nati dalla mente creativa del fumettista Pierre Culliford, in arte Peyo, in un film per piccini ma che non può non affascinare anche noi adulti. E come diceva la sigla del cartone animati degli anni ’80, cantata allora da Cristina D’Avena, i Puffi “Vivono via da qui, nell’incantata città, riparata dalla terra, dal deserto, dai monti e dal mar…” ma, in una notte di Luna Blu, per sfuggire al loro acerrimo nemico Gargamella e il suo fedele gatto Birba, i piccoli ometti blu dal loro mondo fatato si trovano catapultati a Central Park, in una New York dei nostri giorni. Così Puffetta, Puffo Brontolone, Coraggioso, Quattrocchi, Tontolone e capitanati dal Grande Puffo, devono escogitare il modo, in questa metropoli moderna, di tornare nel loro villaggio e non essere catturati da Gargamella.
In loro aiuto ci saranno, dopo il primo momento di paura e al tempo stesso stupore, una coppia di giovani sposini, Patrick (Neil Patrick Harris) giovane pubblicitario in carriera e Grace (Jayma Mays), in dolce attesa del loro primo bambino. La trama, per noi adulti, può sembrare un po’ semplice e scontata, con quell’happy end tanto caro a una bella favola, ma vedere Gargamella e le sue calze rosse in versione carne ed ossa (l’attore Hank Azaria, davvero imbruttito ma davvero molto somigliante al suo alter ego dei cartoni) o vedere ancora i Puffi canticchiare allegramente la loro canzoncina preferita (“Lalalallala, puffa insieme a noi”!) fa davvero sorridere e ci catapulta indietro nel tempo, facendoci scappare qualche risata davvero sincera e facendoci tornare per una volta un po’ bambini. Gli effetti 3D non sono per niente banali, ben fatti nei minimi dettagli (la gonnellina di Puffetta che si alza come quella di Marylin Monroe sopra la grata della metropolitana in “Quando la moglie è in vacanza” è incredibilmente naturale). In Italia saranno numerosi gli eventi che caratterizzeranno l’uscita del film: domenica 11, al Cinema Adriano, alla presentazione del film per la stampa, è stato allestito un vero Blu Carpet, con ospiti d’eccezione Grande Puffo, Puffetta e Puffo Brontolone, oltre a numerosi bambini e personaggi dello spettacolo, fan degli omini blu. Inoltre un puffo alto 15 metri, riempito con quasi 10000 litri d'aria e tenuto in piedi da 8 funi ancorate a sacchi di sabbia da 23 chili l'uno, farà il giro della Capitale fino al centro commerciale Porta di Roma. Il 16 settembre, invece, per festeggiare l’arrivo nelle sale, i tre Puffi faranno il giro della città su un bus scoperto rivestito dalle immagini dei tre protagonisti.
SIAMO TUTTI UN PO' EX
lunedì 14 novembre 2011
IL CLOWN DAL CUORE INFRANTO DI OSCAR WILDE

REDBULL X-FIGHTERS 2011

L'ANTICO DUBBIO CON FRANCESCA NUNZI E MARCO SIMEOLI

“Lo spettacolo è una vera picarata”, come lo definisce la stessa Francesca Nunzi, per sottolineare lo stile goliardico ed ironico che caratterizzava il gruppo. “Il nostro è un divertimento puro, ci fa bene tornare a fare gli scemi in scena, quasi un voler tornare ai nostri primi spettacoli visto che tutti e due veniamo da importanti e impegnativi lavori”. (Marco è in tournée da due anni con Aggiungi un posto a tavola dove interpreta uno straordinario Toto e Francesca è stata l’indiscussa protagonista de La Tosca al Teatro Greco). “Qui siamo molto più liberi”, racconta Marco, “e la bellezza di questo spettacolo è proprio la libertà di dire e fare ciò che ci viene spontaneo e che in altri contesti non possiamo davvero fare. Noi siamo picari dentro. Negli altri contesti ci teniamo, qui inventiamo e improvvisiamo sempre”. Il clima di assoluta simbiosi si respira anche nei loro discorsi: “Questa cosa la potevo fare solo con Marco! Non è facile trovare degli attori che sono disposti a divertirsi, a ridere e scherzare in scena, mettendoci lo spirito giusto”, racconta divertita Francesca. “Io scrivo tanti racconti; questo mi divertiva particolarmente e mentre lo scrivevo pensavo proprio a Marco, mi immaginavo un Giuseppe che parlasse napoletano e che facesse le stesse smorfie e le facce che fa lui. Poiché tocca l’argomento della sacra famiglia, avevamo paura che qualcuno ci rimanesse male e noi lo abbiamo alleggerito con le nostre cretinate! Il nostro è un assoluto cazzeggio, è una follia nella follia e bisogna entrare in questo spettacolo con lo spirito giusto. Qui ci divertiamo e abbiamo voglia di far divertire chi ci guarda, infondo è un atto unico che dura solo 1 ora e 10 ed è un’oretta di non pensiero, come se stessimo lì con un gruppo di amici per divertirci insieme”.“Il testo in realtà c’è”, continua Marco, “ma dal primo giorno di prove abbiamo iniziato ad aggiungere qualcosa; chi è venuto alla prima e tornerà l’ultima sera troverà tante modifiche… noi due abbiamo incrementato la scrittura con le nostre gag che aggiungiamo di volta in volta, spesso anche improvvisate. In questo spettacolo trapela proprio la voglia di divertirci insieme sulla scena”.
Non posso non chiedere che progetti hanno per il futuro, dopo una lunga stagione sul palcoscenico per entrambi: “Io in cantiere ho molte cose”, risponde Francesca, “ne ho in mente una in particolare di cui parlo sempre con Marco che vorrei provare a proporre in giro; a ottobre riprenderò Tosca e farò Natale a Capracotta al Teatro de’ Servi”.
Per Marco innanzitutto un grande impegno estivo: “Replicheremo anche quest’anno La Tempesta di Shakespeare al Globe Theatre con Giorgio Albertazzi; poi forse dovremmo riprendere, per il terzo anno consecutivo, la tournée di Aggiungi un posto a tavola, concludendo proprio a Roma. Inoltre c’è sempre la mia collaborazione con Gigi Proietti, che è un altro mio percorso che mi accompagna da circa vent’anni. Anche se io scrivo meno di Francesca, nel tempo ho messo su uno spettacolo a cui tengo molto che si chiama Napoli e ‘na parola, tutto dedicato a Napoli, con tutti i pezzi dedicati a grandi autori napoletani, che appena posso porto in giro con grande piacere. Quest’anno poi ho fatto anche tante regie e in particolare un musical off Broadway che si chiama Ti amo, sei perfetto ma ora cambia!” “E poi spero che faccia la regia di qualche altro mio spettacolo”, confessa ridendo Francesca, “ma comunque, per non sape’ ne legge né scrive, qualche piazzetta con questo spettacolo, in sella al nostro ciuccio ce la faremo sicuramente!!”
IL CESTINO DELLE MELE

GABRIELE LAVIA RECITA IL SOGNO DI UN UOMO RIDICOLO

CYRANO DE BERGERAC DI EDMOND ROSTAND

FAST & FOURIOUS 5

SOGNO D'AUTUNNO

LA MIA MIGLIOR NEMICA CON BRIGITTA BOCCOLI

LA LOCANDIERA

FLASHDANCE...DAL CINEMA AL TEATRO

ALESSANDRO PREZIOSI IN DOPPIO ASSOLUTO

CANTICA

Quello che è in scena in questi giorni al Teatro Olimpico di Roma è uno spettacolo nuovo, diverso e assolutamente sorprendente. Dopo il successo dell’anno scorso con Inferno, ecco in scena Cantica II, liberamente tratto dalla Divina Commedia, la nuova creazione di Emiliano Pellisari, un incredibile viaggio nel mondo degli inferi interpretato sul palco da sei danzatori-acrobati che fluttuano nell’aria, volteggiano, rimbalzano in verticale, si lanciano nel vuoto e si intrecciano per creare figure o trasformarsi in simboli e in immagini spettacolari ispirate ai più famosi canti danteschi, recitate da una voce fuori campo. In questo incredibile spettacolo il disegno della luce, la musica e gli effetti speciali si coniugano con la danza, l’atletica circense e la mimica. Una performance dove reale e virtuale si mescolano in un caleidoscopio di immagini sorprendenti. Immagini straordinarie appaiono dal buio in una carrellata senza sosta di effetti. Se nell'Inferno i corpi nudi creavano l'architettura dello spazio ultramondano, protagonisti del Purgatorio sono costumi, tessuti e oggetti. I danzatori non sono più soli, corpi nudi isolati o in gruppo, ma agiscono nello spazio per mezzo di attrezzi di scena: sono corpi che operano in un mondo sofisticato ed elegante, creando atmosfere di grande suggestione. Nella “Seconda Cantica” si rappresenta l’ascesa spirituale dell’uomo, attraverso una serie di quadri allegorici, scanditi da una musica tratta dal repertorio classico intervallato da sonorità contemporanee. Lo spettacolo, quindi, è uno spazio teatrale dove si annulla la fisica della realtà e appare come in un sogno ad occhi aperti. Questa nuova rappresentazione dantesca è in piena sintonia con lo stile del suo creatore Emiliano Pellisari, conoscitore esperto del teatro fantastico del Rinascimento e delle invenzioni meccaniche seicentesche italiane. Il proposito è quello di indagare le immortali pagine del Sommo Poeta grazie ai trucchi della scenotecnica e del physical theatre, sfruttando le potenzialità del sistema “nogravity” che permette agli interpreti di librarsi nell’aria come fossero senza peso, con delle corde e delle imbracature particolari, non visibili ovviamente, celate anche da un telo presente sul palco per sottolineare ancora di più l’illusione. La complessità delle apparizioni che mette in scena non è il risultato di una struttura tecnologica, ma è studio sul movimento dei corpi con l’utilizzo di macchinerie teatrali che riscoprono antiche tradizioni, senza alcun elemento virtuale o tecnologico, ad eccezione delle luci.
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